Riviste indipendenti

The Modern Magazine 2017

Come ogni autunno inglese che si rispetti, il 2 Novembre 2017 è tornata la conferenza The Modern Magazine dedicata al mondo delle riviste, non solo indipendenti. E’ ormai diventata un appuntamento fisso anche per me, e così ero lì, già al mattino presto, pronta a fare incetta di stimoli e idee.

La location non è più la Central Saint Martin, ma Conway Hall che sostituisce il fascino di una delle più rinomate scuole di grafica del mondo con un numero maggiore di posti a sedere, cosa che ha sicuramente permesso a tutti di trovare comodamente un biglietto per partecipare all’evento quest’anno.

Come sempre, tra gli ospiti previsti ci sono persone che non vedo l’ora di sentire parlare: quest’anno sono Anja Aronowsky Cronberg, Takahiro Kinoshita, Mirko Borsche, Nicholas Blechman. E, come ogni anno (o come da legge di Murphy), un volo mi impedirà di ascoltare l’ultimo dei miei favoriti…

Il caso Vogue. Quando le riviste muoiono, la colpa di chi è?

Vogue_chiudono_testate_italia_conseguenze

L’annuncio di qualche giorno fa parla della chiusura di tutte le testate italiane della galassia Vogue, ad esclusione della capostipite, quel “Vogue” che è stata per decenni la creatura di Franca Sozzani e che è rimasta al vertice fino alla (sua) fine e ora passata ad Emanuele Farneti (qualche settimana fa, il primo “capitolo” di questa storia, nelle edicole italiane, ne abbiamo parlato qui). Condé Nast, che col suo Stato Maggiore troneggiava sorridente ed ottimista sulla copertina di Prima Comunicazione del mese di Aprile: Fedele Usai, nuovo AD che entrerà in carica però solo il 1° settembre, insieme al “sostituito” Giampaolo Grandi che rimane però nella posizione di Presidente del Gruppo editoriale e tra loro Jonathan Newhouse, CEO e Chairman di Condé Nast International), diceva che

oggi fare gli editori significa sperimentare nuovi contenuti di qualità, su carta e digitale

Per certi versi, questa frase doveva suonare come un campanello di allarme… più che un segno di ottimismo. Sperimentare, di fatto, vuol dire anche e soprattutto “cambiare”, quindi sia aprire che chiudere le strade. Per ora, quello che si è visto, è la chiusura, e a dirla tutta non sembra poi così un percorso “innovativo”.

Athleta: fotografia di sport per una rivista indie tutta italiana

Athleta

Abbiamo tra le mani il primo numero di Athleta Magazine, rivista creata dallo Studio Rise Up di Giovanni Gallio, fotografo veronese specializzato nello sport. Un progetto che propone un viaggio di immagini, forti e intense (solo alcune firmate da Gallio e dalla picture editor della rivista, Sara Capovilla), e testi che raccontano storie di un viaggio che non non è fatto certo solo di muscoli e sudore: c’è la filosofia della sfida, della competizione, ma anche un approccio alla vita e al suo senso più profondo.

E’ bello vedere che anche in Italia possano svilupparsi progetti così, quelli di un’editoria indipendente che vediamo troppo spesso nascere solo all’estero. La grafica, firmata da Alessandra Pavan, strizza positivamente l’occhio allo stile più tradizionale dell’editoria indie, ed è quasi una novità, in questo periodo in cui invece l’estremizzazione del segno, della tipografia eccessivamente marcata, dei gigantismi dei titoli e dei sommari sono diventati la “normalità”, anche se al tempo stesso il corpo del testo di Athleta causa un po’ di fatica, ai lettori un po’ meno giovani e che però non si sentono abbastanza vecchi per usare costantemente gli occhiali da presbiti (un punto in più di corpo? promettiamo l’acquisto del secondo numero se viene accettata la richiesta!). Athleta punta comunque tutto sulla fotografia, ma non è “solo” un progetto fotografico, e i testi sono in inglese e in italiano.

Raffinato, contemporaneo, interessante, forse pecca leggermente proprio nella resa delle immagini, che pur ben riprodotte con eleganza sulla carta super opaca – scelta ormai obbligata nell’editoria indie (chissà quando qualcuno sarà così coraggioso da riscoprire e riproporre quella lucida?) – sembrano avere lasciato dietro alle spalle una piccola percentuale di colore che avrebbe dato, secondo noi, più valore all’intero prodotto.

Athleta si compra direttamente sul sito al prezzo di 19 euro + spese postali (per l’Italia, 5.40, arriva in una settimana abbondante). Aiutiamo l’editoria indipendente italiana, ne abbiamo bisogno tutti 

Editoria indipendente: link, libri ed eventi per saperne di più

Capita spesso di ricevere richieste di informazioni, su libri e altre fonti utili per scoprire e analizzare il mondo dell’editoria indipendente. Abbiamo così deciso di raccogliere qui, in un elenco in continuo aggiornamento, alcune di queste fonti, accompagnate da link e riferimenti utili.

Per quel che mi riguarda, tutto è cominciato passando svariate ore su Pinterest e notando un cambiamento di tendenza nel mondo della fotografia di food: alle immagini classiche si andavano sostituendo quelle più cupe e d’atmosfera che – finii per scoprire poi – erano state scattate per alcune riviste di cui non avevo mai sentito parlare. E’ così che è nato uno speciale dedicato all’editoria del food, pubblicato su JPM7 nel 2014 che conteneva alcune interviste che potete leggere qui: al direttore di Fricote, all’art director di Gather Journal, al direttore di Fool e alla direttrice di Chickpea.

Ma veniamo alla lista.

The Modern Magazine 2016

Sono le 9 del mattino del 27 ottobre e, dopo qualche fermata di tube, arrivo alla Central Saint Martins, dove, per il quarto anno consecutivo, si svolge The Modern Magazine. C’è già una piccola coda di persone che danno il proprio nome e – questa è una delle novità di questa edizione – anche il proprio indirizzo per ricevere la rivista che il team di Magculture realizzerà come sintesi dell’evento.

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Ad accogliermi, oltre a qualche installazione degli studenti della scuola (“CSM”, come la abbreviano qui), il consueto MagCulture shop in versione “mobile”, accompagnato da un espositore di riviste stampate da uno dei partner dell’evento, Park. Si possono sfogliare ed acquistare i magazine di cui si parlerà durante la giornata, oltre a vari altri titoli prettamente “indie”: da NANG Magazine a Mushpit, da The Outpost a Delayed Gratification.

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I saluti e benvenuti di rito sono di Cath Caldwell che insegna alla CSM (ed è autrice di un ottimo manuale di grafica editoriale, “Editorial Design: Digital and Print“), e di Jeremy Leslie, creatore dell’evento e di MagCulture. Ci tiene a dire – come ormai da un po’ di eventi a questa parte – che non ha più molto senso contrapporre editoria indipendente ed editoria mainstream, preferisce parlare di “small” e “big”: piccole pubblicazioni che hanno il potenziale di diventare più grandi e, contemporaneamente, grandi pubblicazioni che rischiano di diventare più piccole (o estinguersi, aggiungerei).

L’introduzione è davvero breve e si passa subito all’incalzante susseguirsi di ospiti.

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