novembre 2015

Nuovo, vecchio IL

IL 76

Checché ne dica Francesco Franchi nella sua rubrica YODO, you don’t only design once. Anzi, di redesign se ne fanno spesso, alcuni sottovoce, altri con un po’ più di rumore ed altrettante aspettative: “è cambiata una sola cosa: tutto“, si leggeva l’8 Novembre sull’account ufficiale di IL su Twitter, citando il già epico motto di lancio dell’iPhone 6s.

Quando poi il fatidico 20 Novembre arriva e, come al solito, ti fiondi in edicola a comprare un quotidiano (che sistematicamente getterai), al solo scopo di avere tra le mani il nuovo numero dell’allegato mensile… ecco che tutte quelle attese dovranno trovare (o meno) soddisfazione.

Lady Gaga & Weber per Rolling Stone (IT):è storia o solo apparenze?

Rolling Stone

Sembra una notizia di un’altra Era: Bruce Weber firma con un ritratto di Lady Gaga la copertina e l’articolo principale di Rolling Stone del mese di novembre. Ah… scusate, stiamo parlando di RS Italia… e questo è ancora più bizzarro, ma proprio per questo meritevole di attenzione. Ed è, specialmente quello di copertina, uno scatto che va a caccia di una referenzialità storica che non sappiamo se sincera o costruita.

The Modern Magazine 2015

The Modern Magazine

Erano mesi che aspettavo di partecipare a The Modern Magazine, la conferenza-evento curata da Jeremy Leslie di Magculture, un blog che è un faro per chi si interessa di editoria indipendente. Non appena aperte le iscrizioni early bird, ho acquistato il mio biglietto e – con un anticipo mai visto da una last minute traveler come me – a fine luglio avevo anche volo e hotel prenotati a Londra.

L’evento, che alla prima edizione (questa era la terza) era semplicemente il lancio dell’omonimo libro di Leslie, “The Modern Magazine: visual journalism in the digital age“, si è svolto alla Central Saint Martins, università di arte e design vicino alla stazione di King’s Cross: già l’edificio, il Granary Building, è spettacolare e ospita aule e spazi per performance creative di ogni tipo, in un’atmosfera industriale.

Condé Nast mangia Pitchfork, cosa rimane nel piatto?

L’editoria indipendente, quella fuori dagli schemi mainstream, rischia di essere fagocitata dai grandi gruppi editoriali? E’ un grido di allarme che arriva in seguito all’acquisizione di Pitchfork Media da parte di Condé Nast e di xoJane da parte di Time Inc, due gioielli dell’informazione sul web che sono riusciti a ritagliarsi una fetta rilevante di utenti/lettori con una formula basata su qualità, personalità, cultura contemporanea.

Sembrerebbe che, in mancanza di idee e anche di visione, i grandi del mondo dell’informazione stiano decidendo di usare l’unica leva che hanno (ancora) in mano: la forza dei soldi. E allora via alla razzia, che porta nelle tasche dei creatori di questi nuovi lidi del giornalismo e dell’editoria nell’era digitale dei bei milioni di dollari, ma poi cosa succederà? A pagare il conto saranno i lettori e gli appassionati di una qualità editoriale fuori dagli schemi?

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