agosto 2017

Arriva Monocle, The Summer Weekly Edition

Già disponibile (ma non doveva uscire domani?) il primo numero di Monocle – The Summer Weekly Edition, nuovo prodotto del prestigioso universo creato da Tyler Brûlé che ne firma l’editoriale di apertura raccontandone la genesi. La forma è quella di un quotidiano, ma è un settimanale, è diviso in tre sezioni: quella principale (gialla), la seconda su arte, cultura, media, architettura, design e sport (arancione) e la terza che si dedica alla moda, viaggi, food & drink (azzurra). La signorina alla cassa della Mondadori in Piazza Duomo a Milano non capiva se era “un solo giornale o se erano tre”… poi l’abbiamo convinta che era uno solo, e ha battuto il suo costo – 5 euro – indicandola come “rivista italiana” (era un altro suo dubbio: estera o italiana? La ragazza non era molto esperta). Ma, senza saperlo, lei aveva ragione, perché di fatto la produzione stampata di questo settimanale è fatta in Italia a Bolzano da Athesia, che proprio nell’editoriale viene definito a ragione uno dei più importanti stampatori in Europa e per quello che riguarda i contenuti italiani gode del supporto de La Repubblica; di fatto, però, il progetto nasce a Zurigo e lo sviluppo editoriale a Londra.

Lo stile, inconfondibile, è quello di Monocle: dalla grafica, al tono di voce, al taglio degli argomenti, alla pubblicità. E’ curato, piacevole, cosmopolita. Non serve dirlo, bastava il marchio, ma è sempre bello ritrovare conferme. Si troverà, immaginiamo, nelle edicole e librerie principali, quelle dove le riviste sono ancora di casa.

Il caso Vogue. Quando le riviste muoiono, la colpa di chi è?

Vogue_chiudono_testate_italia_conseguenze

L’annuncio di qualche giorno fa parla della chiusura di tutte le testate italiane della galassia Vogue, ad esclusione della capostipite, quel “Vogue” che è stata per decenni la creatura di Franca Sozzani e che è rimasta al vertice fino alla (sua) fine e ora passata ad Emanuele Farneti (qualche settimana fa, il primo “capitolo” di questa storia, nelle edicole italiane, ne abbiamo parlato qui). Condé Nast, che col suo Stato Maggiore troneggiava sorridente ed ottimista sulla copertina di Prima Comunicazione del mese di Aprile: Fedele Usai, nuovo AD che entrerà in carica però solo il 1° settembre, insieme al “sostituito” Giampaolo Grandi che rimane però nella posizione di Presidente del Gruppo editoriale e tra loro Jonathan Newhouse, CEO e Chairman di Condé Nast International), diceva che

oggi fare gli editori significa sperimentare nuovi contenuti di qualità, su carta e digitale

Per certi versi, questa frase doveva suonare come un campanello di allarme… più che un segno di ottimismo. Sperimentare, di fatto, vuol dire anche e soprattutto “cambiare”, quindi sia aprire che chiudere le strade. Per ora, quello che si è visto, è la chiusura, e a dirla tutta non sembra poi così un percorso “innovativo”.

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