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Prismatic chiude, che conseguenze per l’editoria digitale?

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Cos’è una rivista digitale? La risposta è complessa, profonda, specialmente se si vive questo mondo da dentro da tanti anni. Se chiedessimo a 100 persone, probabilmente avremmo 100 risposte. Non è questo il momento di analizzarle a fondo, ma se il sottoscritto avesse dovuto rispondere qual è la sua “rivista digitale preferita” avrebbe dato una risposta forse poco prevedibile, indicando Prismatic, aggregatore di notizie più geniale e rivoluzionario che sia mai stato (finora) inventato. Prismatic è da 4 anni il nostro giornale, la nostra rivista, la nostra fonte di aggregazione di notizie, e la sua forza è sempre stata quella che qualsiasi editore vorrebbe creare e qualsiasi lettore sogna: una rivista che contiene solo le informazioni che si desidera leggere.

Alla base della genialità di Prismatic c’è stata un’intuizione e una tecnologia, quella di applicare l’intelligenza artificiale per comprendere in modo naturale quali sono gli interessi del lettore, senza avere bisogno che il lettore faccia nulla se non… leggere. Già dopo un paio di giorni – e una prima e banale scrematura all’iscrizione delle informazioni/argomenti preferiti – la “mente” di Prismatic capisce cosa preferiamo, cosa davvero ci interessa e gradualmente si adatta, ampliando le sezioni per noi primarie e via via omettendo quelle che dimostriamo di non gradire… semplicemente lo capisce da un “Like” o un “dislike”, ma dal fatto che leggiamo un contenuto e non facciamo lo stesso su altri.

Per questo, la “nostra versione” di Prismatic sa di noi tutto quello che ci interessa e ci alimenta di notizie, non può esistere al mondo una rivista più interessante per noi, da consultare via app (iPad, iPhone, Android… nel senso che c’è anche se non la usiamo, non abbiamo mani a sufficienza per usare tutti questi device). Ecco, il problema è che dovremmo parlare al passato. Già, perché dopo 4 anni, Prismatic tra qualche giorno chiuderà, senza appello, e noi – come tante altre persone – rimarremo al buio.

La notizia è apparsa direttamente sul blog di Prismatic, in pratica ci dicono che l’esperienza nel settore dell’informazione non ha dato frutti, e quindi il loro business si muoverà altrove. Forse non è chiaro a tutti quale effetto devastante possa derivare da questo abbandono. Per noi si tratta del perdere il proprio punto di riferimento di informazione, elemento essenziale e quotidiano. A questo si aggiunge un dubbio crescente che riguarda tutto il settore, quello dell’editoria e dell’informazione: l’insuccesso di Prismatic, geniale e perfetto, deve farci riflettere e farci capire che questa strada non ha funzionato e non funzionerà? Il problema è stato del loro business model (tra l’altro… qual era il loro business model?), oppure, più genericamente, di crisi dell’informazione? Ricordiamo che, prima di Prismatic, hanno chiuso Cir.caZite (fagocitato e ucciso da Flipboard).

Al tempo stesso, la strada dell’aggregazione delle notizie gravita sempre più attorno ai grandi nomi: Facebook con il suo Instant Articles promette (ancora non mantiene…) di rivoluzionare questo mondo, Apple ha lanciato ancora troppo in sordina Apple News (non disponibile in Italia, ma se fate questo piccolo trucco potete usarlo), la rinnovata (e forse a caccia di un acquirente) Yahoo! diretta da Marissa Mayer prova a fare l’editore, ma chissà chi poi davvero usa Yahoo News Digest? E poi… e poi: vabbè, c’è Google che governa incontrastata, anche se non sembra in questo momento interessata ad avere un ruolo diverso dal “tutto e ovunque” che non offre però al tempo stesso una interpretazione più mirata se non quella di “essere” le notizie.

Facebook Instant Articles (© Facebook PressKit)

Che spazi rimangono? Ci sono alternative a Prismatic? Qui sotto ve ne proponiamo alcune, anche se – da amanti traditi di fresco – non riusciamo a trovare affascinante nessuna di queste soluzioni. Ma forse è un punto di partenza, almeno per qualcuno di voi.

Right Relevance

News360

News Republic

Nuzzel

Particle News
(In Italia solo Web, l’app iOS non è disponibile)

Smartnews

In questo panorama, vale la pena segnalare una realtà italiana, fatta da gente molto in gamba, che ogni mattina ci offre una sintesi delle notizie dei giornali e dei siti, con una attenta e snella analisi. Sono i ragazzi di GoodMorningItalia, in questo caso il business model è quello – dopo un periodo di prova gratuito – di un abbonamento annuale di 1,99 euro al mese, 18 euro all’anno, oppure 49,99 euro all’anno. Un progetto editoriale che merita attenzione e stima. Nel frattempo, noi meditiamo, riflettiamo, cerchiamo di capire e scoprire nuove strade, e nuove speranze…

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